Senzatomica: “Non può esistere una sicurezza che metta a rischio l’intera umanità”
Il nuovo rapporto annuale di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), pubblicato il 9 giugno 2026, rivela che i nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso complessivamente 119 miliardi di dollari nel corso dell’ultimo anno per mantenere, modernizzare e ampliare i propri arsenali nucleari.
Secondo il report, gli Stati Uniti hanno destinato 69,2 miliardi di dollari alle proprie forze nucleari (aumento di 12,4 miliardi di dollari nell’ultimo anno), seguiti da Cina 13,5 miliardi, Regno Uniti, 12,6 miliardi, Russia 9,5 miliardi, Francia 7,7 miliardi, India, 2,8 miliardi, Pakistan, 1,5 miliardi, Israele 1,2 miliardi e Corea del Nord 656 milioni.
L’analisi mostra come la spesa globale per le armi nucleari continui a crescere, confermando una tendenza già evidenziata da altri studi internazionali sul riarmo e sulla modernizzazione degli arsenali nucleari. Il rapporto mette inoltre in evidenza il costo opportunità di tali investimenti, confrontando le risorse destinate alle armi nucleari con possibili impieghi alternativi in settori fondamentali per la sicurezza umana, come la sanità, l’istruzione, la lotta alla povertà, la transizione ecologica e la risposta alle emergenze umanitarie.
Gli Stati Uniti hanno registrato l’aumento maggiore tra il 2024 e il 2025, pari a 12,4 miliardi di dollari, e hanno speso 69,2 miliardi di dollari, più di tutti gli altri Stati dotati di armi nucleari messi insieme. La Cina si è confermata al secondo posto con 13,5 miliardi di dollari, mentre il Regno Unito è arrivato terzo con una spesa di 12,6 miliardi di dollari.
In tutti i Paesi dotati di armi nucleari sono in corso piani per mantenere i propri arsenali per molti decenni a venire. Diversi Stati hanno pubblicato proiezioni di spesa per le armi nucleari che ammontano a decine di miliardi di dollari, e in alcuni casi superano 1.000 miliardi di dollari (1 trilione) nell’arco del prossimo decennio o dei prossimi decenni. Inoltre, tutti gli Stati dotati di armi nucleari dispongono di sistemi d’arma che resteranno operativi almeno fino al 2050, se non addirittura fino al secolo successivo.
Nel 2025, almeno 25 aziende coinvolte nello sviluppo e nella manutenzione delle armi nucleari detenevano contratti significativi per queste attività. Tali aziende hanno guadagnato almeno 38 miliardi di dollari nell’anno grazie ad attività legate alle armi nucleari e detengono contratti ancora in essere per un valore di almeno 394 miliardi di dollari. Nel 2025 sono stati inoltre assegnati a queste aziende nuovi contratti per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari.
Le aziende identificate nel rapporto hanno versato a lobbisti in Francia e negli Stati Uniti oltre 138 milioni di dollari per rappresentare i propri interessi nel corso dell’ultimo anno. Inoltre, nel 2025 hanno avuto 226 incontri con alti funzionari del Regno Unito, compresi 4 incontri con l’Ufficio del Primo Ministro.
Mentre nel 2025 i nove Paesi dotati di armi nucleari hanno speso 119 miliardi di dollari per armi di distruzione di massa, 99 Paesi hanno ormai firmato, ratificato o aderito al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), che vieta tutte le attività legate alle armi nucleari e impegna gli Stati a lavorare per la loro eliminazione.
“Non può esistere una sicurezza che metta a rischio l’intera umanità – afferma Alessja Trama della campagna Senzatomica, progetto della fondazione Be the Hope – Le grandi sfide globali richiedono soluzioni globali, che mettano al centro i bisogni fondamentali delle persone e non l’investimento crescente in strumenti di distruzione di massa. Le armi nucleari rappresentano un pericolo non soltanto nel caso del loro impiego. La loro stessa esistenza espone il mondo al rischio di incidenti, errori di calcolo, escalation e minacce che nessun sistema può eliminare completamente. Per questo la vera sicurezza non può essere costruita sulla capacità di distruggere, ma sulla capacità di cooperare, dialogare e affrontare insieme le sfide comuni dell’umanità. Senzatomica esiste per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze delle armi nucleari e sulla necessità di costruire una sicurezza fondata sulla cooperazione e sul rispetto della dignità umana”.
Il rapporto completo è disponibile sul sito di ICAN: https://www.icanw.org/2025_nuclear_weapons_spending_reaches_119_billion