Il 23 luglio 2026 la Soka Gakkai Internazionale (SGI) ha pubblicato una dichiarazione intitolata “Sistemi d’arma autonomi: garantire il controllo umano sulla base del rispetto della dignità della vita”.
Mentre i conflitti in corso fungono da catalizzatore per il rapido sviluppo e dispiegamento di armi che integrano tecnologie di ultima generazione, quali l’intelligenza artificiale, la SGI accoglie con favore i passi compiuti dalla comunità internazionale verso la regolamentazione dei Sistemi d’arma autonomi (Autonomous Weapon System, AWS). La dichiarazione della SGI chiede il divieto totale dei sistemi progettati per selezionare e colpire bersagli umani e afferma:
«Se i conflitti dovessero vedere la parziale automazione degli attacchi contro i civili a causa dell’uso incontrollato dei sistemi d’arma autonomi (AWS), il freno morale della coscienza umana – che da lungo tempo funge da pilastro a sostegno del diritto internazionale – andrebbe interamente perduto».
Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha proposto che lo strumento di regolamentazione all’esame del Gruppo di Esperti Governativi (Group of Governmental Experts, GGE), riunito nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali (Convention on Certain Conventional Weapons, CCW), debba includere una disposizione che vieti i sistemi d’arma autonomi antipersona. Allo stesso modo la coalizione “Stop Killer Robots”, di cui la SGI fa parte dal 2018, esorta i governi a tracciare confini legali ed etici per prevenire una pericolosa deriva verso l’omicidio automatizzato.
Il direttore esecutivo del Centro della SGI per la pace, Hirotsugu Terasaki, ha commentato: «Mentre continuiamo a impegnarci per un mondo libero sia dalle armi nucleari sia dai sistemi d’arma letali autonomi, accogliamo con favore l’attenzione posta, nei negoziati in corso, sul garantire un “controllo umano significativo” sulle armi autonome. Vi è una crescente consapevolezza del fatto che le decisioni riguardanti la vita e la morte non debbano mai essere affidate esclusivamente alle macchine».
Basandosi sul principio buddista del rispetto della dignità della vita, la SGI ha costantemente messo in guardia contro i sistemi d’arma autonomi che riducono le vittime degli attacchi a meri “dati”.
Una simile “cancellazione digitale” dell’umanità rischia di banalizzare la perdita di vite umane e l’immensa sofferenza insita nella guerra.
La SGI ha inoltre evidenziato il rischio che gli algoritmi dell’intelligenza artificiale non solo riflettano, ma amplifichino i pregiudizi sociali già esistenti. I sistemi di profilazione potrebbero infatti far sì che i singoli individui vengano presi di mira dalle armi autonome sulla base di supposizioni arbitrarie legate a specifici gruppi.
Il presidente della SGI Daisaku Ikeda (1928-2023) lanciò per la prima volta un appello per la regolamentazione nel 2014, in un momento in cui le armi autonome erano ancora una minaccia immaginaria, ammonendo:
«Le armi robotiche, quando ricevono l’ordine di attaccare, uccidono automaticamente, senza l’intervento della volontà umana […] senza esitazioni o scrupoli di coscienza. Esse rappresentano una minaccia estremamente grave, in particolare dal punto di vista umanitario».
Alla sessione del Gruppo di esperti governativi di marzo 2026, ben settanta Stati hanno espresso il loro sostegno all’avvio di negoziati per uno strumento giuridicamente vincolante. L’ultima sessione si terrà dal 31 agosto al 4 settembre 2026 e la SGI auspica che il rapporto presentato dal Gruppo di esperti governativi (GGE) alla Conferenza di revisione della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali (CCW) del prossimo novembre possa aprire una strada all’avvio di negoziati per un trattato che includa il divieto delle armi autonome antipersona.
La SGI è determinata a lavorare insieme agli Stati che chiedono la regolamentazione e il divieto dei sistemi d’arma autonomi, al Comitato Internazionale della Croce Rossa, alle organizzazioni della società civile e ai leader religiosi che partecipano alla coalizione “Stop Killer Robots”. La SGI continuerà a promuovere la consapevolezza e la sensibilità a livello locale sui pericoli posti dalle armi autonome, anche attraverso la diffusione di documentari come Immoral Code (Codice immorale).
La Soka Gakkai Internazionale (SGI) è un’associazione internazionale della Soka Gakkai, un’organizzazione buddista mondiale radicata nelle comunità locali che promuove la pace, la cultura e l’educazione mettendo al centro il rispetto della dignità della vita. Questa è la terza dichiarazione formulata dal Comitato della SGI per le prospettive globali, che pubblica dichiarazioni per suggerire approcci volti alla risoluzione delle pressanti sfide globali, basandosi sulle idee sostenute dal presidente della SGI Daisaku Ikeda nelle sue Proposte di pace.