Cronaca di una tragedia

16/02/2011

6 agosto 1945 ore 8:15 del mattino. Un bombardiere dell’aviazione degli Stati Uniti sgancia un paracadute con la bomba all’uranio “Little Boy”, sulla città di Hiroshima. La bomba esplode circa 500 metri prima di raggiungere il suolo. L’effetto dell’esplosione è pari a quello di tredicimila tonnellate di tritolo, cioè tredicimila delle più grandi bombe impiegate nella Seconda guerra mondiale.

«Una luce accecante colpì l’aereo» dichiarò Paul Tibbets, il pilota del bombardiere. «E quando riuscimmo a guardare nuovamente verso Hiroshima la città era completamente nascosta da quell’orribile nuvola che ribolliva e continuava a crescere, formando una specie di enorme fungo. Per un momento nessuno parlò». Il copilota Robert Lewis scrisse sul suo registro ufficiale: «Mio Dio, che cosa abbiamo fatto?».

La bomba distrusse qualsiasi cosa nel raggio di 2 km, circa il 90% dei palazzi della città furono abbattuti o gravemente danneggiati, 90.000 persone morirono all’istante e molte altre in seguito, per effetto delle radiazioni. Il 5 settembre il corrispondente speciale della Reuters, Peter Burchett, telegrafava: «Quanti sono ancora vivi, senza nessuna ragione apparente, la loro salute comincia a declinare. Perdono l’appetito. I loro capelli cadono. Il loro corpo si cosparge di macchie azzurrognole. Le orecchie, il naso e la bocca cominciano a sanguinare. E poi muoiono». Alla fine del 1945 a Hiroshima il numero delle vittime della bomba arrivò a 140.000. La città di Hiroshima venne scelta come bersaglio per tre fattori principali: era un’importante città industriale, possedeva una base militare e, non essendo ancora stata bombardata, risultava un buon obiettivo per dimostrare la potenza distruttiva della nuova super-bomba statunitense. 

9 agosto 1945 ore 11:02 una seconda bomba, chiamata “Fat Man”, viene sganciata su Nagasaki. Era una bomba al plutonio simile a quella testata ad Alamogordo. “Fat man” era, come si evince dal nome, più potente di “Little Boy”: la forza distruttiva fu equivalente a 21.000 tonnellate di tritolo. Uccise all’istante circa 70.000 persone (R. Maiocchi, L’era atomica, Giunti-Casterman, Firenze 1993). La bomba doveva essere sganciata, sulla città di Kokura. Poiché Kokura quella mattina era completamente coperta dalle nuvole, l’aereo che trasportava la bomba fu dirottato su Nagasaki. 

La Seconda guerra mondiale è finita all’ombra del fungo atomico. Truman è felice: «Con questa bomba noi abbiamo ora raggiunto una gigantesca forza di distruzione, che servirà ad aumentare la crescente potenza delle forze armate. Stiamo ora producendo bombe di questo tipo, e produrremo in seguito bombe anche più potenti» (Comunicato Ansa, 6 agosto 1945, ore 20,45). 

La bomba all’uranio, al contrario di quella al plutonio, non venne mai testata. Gli scienziati erano certi che avrebbe funzionato.

L’orologio dell’apocalisse (www.thebulletin.org). 

«Il tuo primo pensiero dopo il risveglio sia: Atomo. Poiché non devi cominciare un solo giorno nell’illusione che quello che ti circonda sia un mondo stabile. Quello che ti circonda è qualcosa che domani potrebbe essere già semplicemente stato; e noi, tu e io e tutti i nostri contemporanei, siamo più caduchi di tutti quelli che finora sono stati considerati tali. E questo sia il tuo secondo pensiero dopo il risveglio: la possibilità dell’apocalisse è opera nostra. Ma noi non sappiamo quello che facciamo»

(G. Anders, Essere o non essere, Einaudi, Torino 1961). 

L’orologio dell’apocalisse è un orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago nel 1947. Simboleggia l’urgenza della problematica relativa all’esistenza di ordigni nucleari capaci di mettere letteralmente fine alla specie umana.

La mezzanotte di tale orologio simboleggia infatti la fine del mondo causata da una guerra atomica. 

1947, 7 minuti a mezzanotte Nasce L’orologio dell’Apocalisse. L’ora è fissata alle 23:53. Mancano 7 minuti a mezzanotte.

1949, 3 minuti a mezzanotte L’Unione Sovietica effettua il suo primo test atomico dando il via alla corsa agli armamenti nucleari.

1953, 2 minuti a mezzanotte Nell’ottobre del 1952 gli Stati Uniti testano per la prima volta la bomba termonucleare o a fusione, cosiddetta bomba all’idrogeno. L’ordigno rilascia un’energia circa cinquecento volte maggiore delle bombe a fissione fatte esplodere su Hiroshima e Nagasaki. L’esplosione fa scomparire un intero atollo del pacifico. Solo 9 mesi più tardi anche l’URSS fa esplodere la sua bomba H.

«Le lancette dell’orologio sono state spostate un’altra volta — annuncia il Bollettino — ancora poche oscillazioni del pendolo e da Mosca a Chicago le esplosioni atomiche segneranno la fine della civiltà occidentale».

A metà degli anni ’50 assistiamo a due importanti avvenimenti che, pur non facendo spostare le lancette all’orologio dell’apocalisse, avranno grandi ripercussioni sulla campagna anti nucleare degli anni a venire.

1955, 9 luglio Bertrand Russell legge alla Caxton Hall di Londra il Manifesto da lui firmato insieme ad Albert Einstein, Joseph Rotblat e altri scienziati. Il Manifesto mette in guardia i Governi di tutto il mondo circa la reale possibilità della distruzione totale di tutta l’umanità a seguito di un conflitto nucleare.

1957, luglio Dopo un travagliato lavoro organizzativo che ne ha messo in forse piu volte la realizzabilità del progetto, nascono le “conferenze Pugwash”, dal nome del villaggio in Nuova Scotia dove si tenne la prima di esse. Rotblat e il Pugwash gettano le basi del “Trattato per la parziale messa al bando dei test nucleari”

1960, 7 minuti a mezzanotte L’opinione pubblica percepisce l’aumento di un pericolo nucleare. Le grandi potenze cercano, per la prima volta, un accordo diplomatico per non entrare in conflitto.

1962, 20-28 ottobre All’installazione nel 1958 dei missili nucleari a media gittata (in grado cioè di colpire rapidamente Mosca e altre città sovietiche) di tipo Thor nel Regno Unito e di tipo Juppiter in Italia e in Turchia, i Sovietici rispondono con l’installazione di una base missilistica a Cuba. Kennedy annuncia quindi un rigoroso embargo sull’equipaggiamento militare spedito dall’URSS via mare a Cuba. Il mondo resta col fiato sospeso, temendo una prova di forza tra le due superpotenze. La crisi si risolve, a seguito di un concitato dialogo via telex, con un accordo fra Kennedy e Krusciov: l’Urss rinuncerà  alla base missilistica sull’isola in cambio dello smantellamento dell’arsenale dei missili Thor e Juppiter, che verrà completato nel settembre del 1963.

Durante la Crisi di Cuba le lancette dell’orologio dell’Apocalisse non vennero spostate perché mancò il tempo materiale di farlo: la crisi durò infatti appena 13 giorni e fu resa pubblica solo al nono giorno. Il mondo fu ad una manciata di istanti dallo scoccare della mezzanotte. Mai come allora l’apocalisse nucleare fu più vicina.

1963, 12 minuti a mezzanotte Dopo un decennio in cui si sono susseguiti test nucleari senza sosta, Stati Uniti e Unione Sovietica firmano a Mosca il Trattato per la limitazione degli esperimenti nucleari nello spazio esterno, nell’atomosfera e sott’acqua.

1968, 7 minuti a mezzanotte La guerra del Vietnam si intensifica. Con il conflitto del Kashmir del 1967 tra India-Pakistan e la guerra arabo-israeliana del 1967 la regione mediorientale diventa instabile. Rispettivamente dal 1960 e dal 1964 anche Francia e Cina posseggono armamenti nucleari. 

1969, 10 minuti a mezzanotte Quasi tutte le nazioni del mondo hanno firmato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (1 luglio 1968). Non hanno aderito Israele, India e Pakistan. L’accordo prevede per le potenze nucleari l’impegno a non trasferire ad alcun altro paese né armi atomiche né i mezzi e le tecnologie per costruirle e l’impegno a ridurre i propri arsenali nucleari. Gli Stati non nucleari si impegnano a fornire adeguate garanzie di non proliferazione, accettando i sistemi di controllo concordati nell’ambito dell’Agenzia Internazionale per l’energia atomica di Vienna, in modo da assicurare che le attività nucleari civili non vengano dirottate verso utilizzi militari. Il Bollettino afferma: «Le grandi potenze hanno fatto il primo passo. Ora devono procedere senza esitazioni verso il prossimo: lo smantellamento graduale dei propri arsenali». 

1972, 12 minuti a mezzanotte Stati Uniti e Unione Sovietica firmano i trattati SALT ed il trattato per la limitazione dei sistemi anti missili balistici (ABM). 

1974, 9 minuti a mezzanotte L’India sperimenta la sua prima atomica. Stati Uniti e Unione Sovietica sembrano voler modernizzare i loro arsenali anziché ridurli. Grazie all’introduzione di Veicoli di Rientro direzionabili Multipli e Indipendenti (MIRV), entrambi i paesi possono ora armare i loro missili balistici intercontinentali con più testate nucleari di prima.

1980, 7 minuti a mezzanotte Si interrompono i colloqui diplomatici fra USA e URSS. A 35 anni dalla nascita dell’era atomica Stati Uniti e URSS, malgrado l’impegno al progressivo disarmo, continuano a considerare le armi nucleari una componente fondamentale della propria sicurezza. 

1981, 4 minuti a mezzanotte Come ritorsione all’invasione sovietica dell’Afghanistan, gli Stati Uniti sospendono la ratifica del trattato SALT-2 e boicottano i giochi olimpici di Mosca 1980. Reagan, eletto presidente, ritiene che l’unico modo per mettere fine alla Guerra Fredda sia vincerla. Avvia una forte politica di riarmo e decide la produzione della bomba al neutrone (bomba N).

1984, 3 minuti a mezzanotte Il dialogo fra le due super-potenze si interrompe. L’URSS boicotta i giochi olimpici di Los Angeles 1984. Una guerra nucleare sembra ormai imminente. 

1988, 6 minuti a mezzanotte Dialogo fra Ronald Reagan e Michail Gorbaciov. USA e URSS firmano il primo accordo per la messa al bando dei missili a raggio intermedio (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty). L’accordo è dovuto anche alla spinta dell’opinione pubblica dell’Europa Occidentale. Per anni infatti i missili a raggio intermedio (i successori di quelli che provocarono la “crisi di Cuba”) avevano reso l’Europa Occidentale il potenziale terreno di scontro nucleare tra le due super potenze. 

1990, 10 minuti a mezzanotte Uno dopo l’altro i paesi dell’Europa dell’Est (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania) si liberano dal controllo della Russia e proclamano l’indipendenza. L’Unione Sovietica viene sciolta. Mikhail Gorbciov rifiuta di intervenire. Il rischio di una guerra nucleare sembra ridotto. Nel novembre del 1989 cadeva il muro di Berlino, mettendo fine alla Guerra Fredda. 

1991, 17 minuti a mezzanotte Con la fine della Guerra Fredda Stati Uniti e Russia iniziano a ridurre i loro arsenali nucleari. Viene firmato START, il trattato di riduzione delle armi strategiche. È il periodo in cui le lancette hanno raggiunto la massima distanza dalla mezzanotte. Il Bollettino annuncia: «L’illusione che migliaia di armi nucleari siano una garanzia per la sicurezza nazionale è stata estirpata». 

1995, 14 minuti a mezzanotte Iniziano i problemi politici e sociali nelle repubbliche che appartenevano all’URSS. Il governo russo non riesce a garantire la messa in sicurezza totale degli armamenti nucleari, che potrebbero quindi finire sul mercato nero. La spesa militare non si è ridotta dopo la fine della Guerra Fredda. Rimangono nel mondo più di 40.000 armi nucleari. 

1998, 9 minuti a mezzanotte L’India effettua nuovi test nucleari e il Pakistan risponde con un suo primo test. USA e Russia insieme continuano a possedere 7.000 testate nucleari pronte ad essere lanciate, alcune anche in soli 15 minuti e, in certe condizioni, anche senza autorizzazione del governo centrale. Sembrerebbe essere il fallimento della comunità internazionale nel controllo della proliferazione di armi nucleari e nella riduzione degli arsenali esistenti. 

2002, 7 minuti a mezzanotte In seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001 sale la preoccupazione di un attacco atomico per mano di gruppi terroristici. Gli Stati Uniti esprimono la volontà di mettere a punto nuove armi nucleari, rifiutano una serie di trattati sul controllo delle armi e annunciano l’intenzione di uscire dal Trattato Anti Missili Balistici. 

2007, 5 minuti a mezzanotte Il mondo sembra essere sulla soglia di una seconda era atomica: la Corea del Nord effettua un test nucleare e la comunità internazionale teme che anche l’Iran possa dotarsi della bomba. 

2010, 6 minuti a mezzanotte Viene rinnovato il trattato START-2 e vengono portati avanti negoziazioni per un ulteriore riduzione degli arsenali di Usa e Russia. Barack Obama è il primo presidente degli Stati Uniti a fare un appello per un mondo libero dalle armi nucleari.