L’ONU vota per bandire le armi nucleari nel 2017

28/10/2016
NEW YORK 27 ottobre 2016 – Le Nazioni Unite oggi hanno adottato una risoluzione epocale per avviare i negoziati nel 2017 su un trattato volto a vietare le armi nucleari. Questa decisione storica annuncia la fine a due decenni di paralisi negli sforzi multilaterali per il disarmo nucleare.
Nel corso della riunione della First Committee (1ª Commissione) dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si occupa di disarmo e questioni di sicurezza internazionali, 123 nazioni hanno votato a favore della risoluzione, 38 contro e 16 si sono astenuti.
La risoluzione prevede che sarà istituita un conferenza delle Nazioni Unite a partire dal marzo del prossimo anno, aperta a tutti gli Stati membri, per negoziare uno “strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti verso la loro eliminazione totale”. I negoziati continueranno nel mese di giugno e luglio.
La campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN), una coalizione della società civile attiva in 100 paesi, ha salutato l’approvazione della risoluzione come un importante passo avanti, che segna un cambiamento fondamentale nel modo in cui nel mondo si affronta questa enorme minaccia.
“Per sette decenni, l’ONU ha messo in guardia contro i pericoli delle armi nucleari, e le persone nel mondo si sono mobilitate per la loro abolizione. Oggi la maggior parte degli stati, infine, ha deliberato di bandire queste armi”, ha detto Beatrice Fihn, direttore esecutivo di ICAN.
Nonostante il braccio di ferro perpetrato da alcuni stati dotati di armi nucleari, la risoluzione è stata adottata in maniera schiacciante. Un totale di 57 nazioni hanno co-sponsorizzato la risoluzione, tra le quali Austria, Brasile, Irlanda, Messico, Nigeria e Sud Africa si sono assunte il compito di redigerla.
Il voto delle Nazioni Unite è avvenuto poche ore dopo che il Parlamento europeo ha adottato la propria risoluzione su questo tema – 415 a favore e 124 contro, con 74 astensioni – invitando gli Stati membri dell’Unione europea a “partecipare in modo costruttivo” ai negoziati del prossimo anno.
Le armi nucleari rimangono le uniche armi di distruzione di massa a non essere ancora bandite a livello mondiale, nonostante il loro impatto ambientali e le conseguenze umanitarie catastrofiche siano ben documentate.
“Un trattato che vieta le armi nucleari rafforzerebbe la norma globale contro l’uso e il possesso di queste armi, colmando le principali lacune del regime giuridico internazionale esistente e stimolando l’azione a lungo in ritardo sul disarmo”, ha detto Fihn.
“Il voto di oggi dimostra molto chiaramente che la maggior parte delle nazioni del mondo considerano quanto il divieto delle armi nucleari sia necessario, possibile e urgente. E la vedono come l’opzione più praticabile per ottenere un reale progresso di disarmo”, ha detto.
Le armi biologiche, le armi chimiche, le mine antiuomo e le bombe a grappolo sono tutte esplicitamente proibite dal diritto internazionale. Ma per le armi nucleari oggi esistono solo divieti parziali.
Il disarmo nucleare è stata una delle priorità delle Nazioni Unite sin dalla sua fondazione nel 1945. Gli sforzi per far avanzare questo obiettivo si sono arrestati negli ultimi anni, con le nazioni dotate di armi nucleari che continuano a investire pesantemente nella modernizzazione delle loro forze nucleari.
Venti anni sono passati dall’ultima volta che è stato negoziato uno strumento multilaterale di disarmo nucleare: il Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty del 1996, che deve ancora entrare in vigore legale per l’opposizione di una manciata di nazioni.
La risoluzione di oggi, nota come L.41, agisce su raccomandazione chiave di un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare che si è riunito a Ginevra quest’anno per valutare i meriti di varie proposte per realizzare un mondo senza armi nucleari.
Arriva inoltre a seguito di tre importanti conferenze intergovernative che hanno esaminato l’impatto umanitario delle armi nucleari, tenutesi in Norvegia, Messico e Austria nel 2013 e 2014. Questi incontri hanno contribuito a riformulare il dibattito sulle armi nucleari nel concentrarsi sul danno che tali armi infliggono sulle persone.
Le conferenze hanno inoltre consentito alle nazioni non nucleari di svolgere un ruolo più assertivo nell’arena disarmo. Con la terza e ultima conferenza, che ha avuto luogo a Vienna nel dicembre 2014, la maggior parte dei governi hanno segnalato la loro volontà di mettere fuori legge le armi nucleari.
Dopo la conferenza di Vienna, ICAN è stata determinante nel raccogliere il supporto per un impegno diplomatico di 127 nazioni, nota come humanitarian pledge (promessa umanitaria), che impegna i governi a cooperare negli sforzi “per stigmatizzare, proibire ed eliminare le armi nucleari”.
In tutto questo processo, le vittime e i sopravvissuti alle detonazioni di armi nucleari, inclusi i test nucleari, hanno contribuito attivamente. Setsuko Thurlow  una superstite del bombardamento di Hiroshima e sostenitrice di ICAN, è stata una delle principali promotrici del divieto.
“Questo è un momento davvero storico per il mondo intero”, ha detto che dopo la votazione di oggi. “Per quelli di noi che sono sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, è un’occasione molto gioiosa. Abbiamo aspettato così a lungo perché questo giorno arrivasse.”
“Le armi nucleari sono assolutamente ripugnanti. Tutte le nazioni dovrebbero partecipare ai negoziati il prossimo anno per metterle fuori legge. Spero di essere io stessa a ricordare ai delegati delle indicibili sofferenze che le armi nucleari causano. È tutta nostra la responsabilità di fare in modo che tali sofferenze non accadano mai più.”
Ci sono ancora più di 15.000 armi nucleari nel mondo di oggi, soprattutto negli arsenali di sole due nazioni: gli Stati Uniti e la Russia. Sette altre nazioni possiedono armi nucleari: Gran Bretagna, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord.
Tutte e nove le nazioni dotate di armi nucleari o hanno votato contro la risoluzione delle Nazioni Unite o si sono astenute. Molti dei loro alleati, compresi quelli in Europa che ospitano armi nucleari sul loro territorio come parte degli accordi NATO, non hanno sostenuto la risoluzione.
Ma le nazioni dell’Africa, America Latina, Caraibi, Sud-Est asiatico e del Pacifico hanno votato a grande maggioranza in favore della risoluzione, ed è facile che saranno le protagoniste in occasione della conferenza di negoziazione a New York il prossimo anno.
Lunedì, 15 premi Nobel per la Pace hanno esortato le nazioni a sostenere i negoziati “per una conclusione tempestiva e di successo in modo che si possa procedere rapidamente verso l’eliminazione finale di questa minaccia esistenziale per l’umanità”.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha anche fatto appello ai governi per sostenere questo processo, indicando il 12 ottobre che la comunità internazionale ha un'”opportunità unica” per ottenere il divieto dell'”arma più distruttiva mai inventata”.
“Questo trattato non eliminerà le armi nucleari durante la notte”, ha concluso Fihn. “Ma stabilirà un nuovo standard giuridico internazionale molto forte, stigmatizzando le armi nucleari e coinvolgendo le nazioni a intervenire con urgenza sul disarmo.”
In particolare, il trattato metterà grande pressione su quelle nazioni che sostengono di essere al sicuro se protette dalle armi nucleari di un alleato, e a sua volta questo creerà pressione per il disarmo da parte degli stati nucleari.
fonte: ICAN