Portata a termine con successo la prima parte del terzo corso di formazione sull’educazione alla pace e al disarmo per docenti “Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”. Dopo le regioni del Lazio e della Lombardia, quest’anno è stato il turno della Toscana.
Dal 5 al 7 settembre, infatti, 31 insegnanti della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado provenienti dall’intera regione si sono riuniti a Barberino Tavernelle (FI) per scoprire che un’educazione alla pace e al disarmo per un mondo libero da armi nucleari è possibile.
Il corso ha avuto inizio nel pomeriggio di venerdì 5 settembre con una prima attività di ice breaking, guidata da Maria Chiara Pettenati e Sara Martinelli, ricercatrici e formatrici di INDIRE. A seguire, Andrea Yuji Balestra, coordinatore dell’Educazione per l’Ufficio Senzatomica e Alessja Trama, coordinatrice relazioni esterne per la fondazione Be The Hope hanno presentato la storia della campagna Senzatomica, le iniziative che porta avanti e il peculiare approccio basato sulla trasformazione dello spirito umano per realizzare un mondo libero da armi nucleari.
I partecipanti hanno potuto ascoltare le esperienze di alcune hibakusha, sopravvissute ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, che hanno esperito sulla propria pelle le conseguenze dell’uso delle bombe nucleari. L’esposizione si è concentrata specialmente sulle conseguenze devastanti che tali ordigni hanno sugli esseri umani, oltre che sull’impatto sull’ambiente e sulle popolazioni indigene causato dalle sperimentazioni e dalla produzione di ordigni nucleari. Si è poi passati all’illustrazione del processo che, attraverso accordi e trattati internazionali, ha portato all’entrata in vigore del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), il primo a dichiarare illegali le armi nucleari secondo il Diritto Internazionale.
La formazione è poi proseguita con l’intervento di Enza Pellecchia, già Vicepresidente di Senzatomica e responsabile scientifica della campagna che, a partire dalla storia del Progetto Manhattan, si è concentrata sulla responsabilità etica degli scienziati e sugli studi internazionali che tutt’oggi contribuiscono a diffondere una maggiore consapevolezza sui rischi dello sviluppo e sulle conseguenze letali delle armi atomiche.
Nella mattinata del secondo giorno i partecipanti hanno fatto un’escursione nel bosco di Badia a Passignano seguendo la metodologia di “Riconnessione con la natura” grazie a Isabel De Maurissens, ricercatrice INDIRE, prendendo parte a un’esperienza immersiva per riscoprire il beneficio della vicinanza con la natura per mezzo dell’enunciazione di numerose evidenza scientifiche in questo senso.
Il secondo pomeriggio di formazione ha visto protagoniste le formatrici Roberta Baldi e Teresa Fantacchiotti di “Rondine Cittadella della Pace”, associazione che da anni accoglie giovani di nazioni tra loro in guerra per promuovere esperienze di trasformazione creativa del conflitto attraverso il Metodo Rondine, recentemente promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Le formatrici hanno svelato il vero significato del conflitto nonché il suo profondo potenziale, e i partecipanti hanno potuto riflettere attivamente e consapevolmente sulla dimensione relazionale dei conflitti quotidiani e sulle modalità per trasformarli.
Il terzo e ultimo giorno di corso sono stati presentati i materiali didattici ideati dall’Ufficio Senzatomica, attraverso i quali è possibile esplorare strumenti e metodologie improntate sulla trasformazione dello spirito umano da utilizzare nelle classi. Successivamente, gli insegnanti hanno partecipato agli ultimi lavori di gruppo con Maria Chiara Pettenati e Sara Martinelli. Infine, alcuni volontari tra loro, sono stati protagonisti di una drammatizzazione teatrale, a cura della volontaria Maya Conedera, in cui si è simulato il loro ritorno in aula e la possibilità di proporre i contenuti di Senzatomica e le metodologie proposte.
I prossimi appuntamenti prevedono una conferenza online in cui gli studenti degli insegnanti coinvolti avranno modo di interagire con due hibakusha volontari per la Pace della città di Hiroshima e ricevere la loro testimonianza. Inoltre, è previsto un ultimo appuntamento in presenza in cui poter riflettere insieme sulle attività da portare avanti in modo autonomo. I docenti sono stati, infine, incoraggiati a far tesoro delle competenze acquisite durante il corso, per creare percorsi sull’educazione alla pace e al disarmo nucleare autonomi nelle loro scuole e nei territori di riferimento in collaborazione con i colleghi e gli studenti, riportando lo spirito e la determinazione che hanno potuto respirare nei tre giorni di formazione.
Di seguito riportiamo alcune testimonianze dirette dagli insegnanti che hanno partecipato al corso di formazione:
“Mi porto a casa la gioia di aver partecipato ad un corso che mi ha aiutato a dare una direzione chiara a quello che sentivo rispetto alla risoluzione dei conflitti e al disarmo nucleare”.
“Rientro a scuola con l’entusiasmo nel portare agli studenti messaggi e attività di pace, attività inerenti la gestione del conflitto. Spero di avere un po’ di convinzione nell’aprire e convogliare queste proposte all’istituto”.
“Grazie per avermi aiutato a coltivare la speranza di poter realizzare un mondo dove trionfi la pace, la cura e la nostra comune umanità.”.



