Il 25 e 26 settembre 2026 Senzatomica ha partecipato a «Peace and Security at a Crossroads», la prima conferenza europea di Student Young Pugwash (EuSYPC), ospitata dall’Università di Pisa. La rete internazionale di studenti e giovani professionisti nata dal movimento Pugwash ha riunito ricercatori ed esperti, soprattutto tra i 18 e i 35 anni. Al centro c’erano il futuro della sicurezza europea, il disarmo nucleare e i nuovi rischi globali.
Nella sessione inaugurale, dedicata a passato, presente e futuro di non proliferazione, controllo degli armamenti e disarmo, è intervenuta come keynote speaker Tea Gradassi, assistente al coordinamento mostre e relazioni esterne di Senzatomica, la quale ha presentato la campagna, le sue attività principali e le sue sinergie più significative. Con lei vi erano Ludovica Castelli (Istituto Affari Internazionali), Matthew Evangelista (President White Professor di History and Political Science Emeritus della Cornell University, Ithaca, New York, USA) e Francesco Forti (professore di fisica presso Università di Pisa, USPID).
Il giorno successivo Andrea Yuji Balestra, coordinatore del dipartimento educazione della campagna, ha preso parte al panel «From Memory to Action: Civil Society, Science and the Next Generation of Disarmament» con l’intervento «Educating for a world free from nuclear weapons the experience of Senzatomica», in cui sono state introdotte le strategie educative di Senzatomica, come i materiali didattici elaborati negli scorsi anni, che portano nelle scuole e nelle università un confronto informato sulle armi nucleari. Entrambi i panel si sono conclusi con delle sessioni di domande e risposte in cui i relatori hanno potuto integrare i loro interventi, rispondendo alle curiosità dei partecipanti.
Il contributo di Senzatomica ha posto particolare attenzione ai temi della sicurezza umana e dell’empowerment, offrendo anche elementi di valutazione sull’impatto delle attività educative. I dati raccolti affrontano, tra le altre, una questione rilevante nel lavoro con le nuove generazioni: parlare di armi nucleari in ambito scolastico può aumentare il livello di ansia degli studenti? I risultati dicono di no. Imparare di più sul tema è, invece, fortemente legato a una maggiore consapevolezza e al senso di responsabilità condivisa, e solo debolmente all’ansia. Inoltre, il 93% dei docenti che hanno partecipato ai corsi di formazione per docenti ha poi portato in classe un progetto di educazione alla pace e al disarmo, spesso per più di quattro mesi di fila.
In un contesto internazionale segnato dal ritorno della corsa agli armamenti, l’appuntamento di Pisa ha messo al centro una generazione di giovani ricercatori e attivisti che guarda al disarmo con competenze diverse e un obiettivo comune, nell’ottica di realizzare insieme l’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari.

