Erano necessarie le bombe su Hiroshima e Nagasaki?

16/02/2011

Per anni si è creduto che le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki  siano state sganciate perché il Giappone, alleato della Germania che era già capitolata, respinse le richieste di resa incondizionata. Si è pensato che l’impiego di queste armi fosse un “male necessario” per mettere subito fine alla guerra senza sacrificare ancora migliaia di soldati americani. 

Le cose, invece, andarono in modo diverso.

Il 20 giugno del 1945 l’imperatore del Giappone convocò un consiglio di ministri a cui chiese di porre fine alla guerra il più presto possibile. Si decise allora di inviare il principe Konoye a Mosca con lo scopo di assicurarsi la pace “a qualsiasi costo”.

Ma gli americani intercettarono quanto stava succedendo e realizzarono che per loro la situazione non era affatto conveniente. Si era appena conclusa la conferenza di Potsdam con la quale USA e URSS avevano cominciato a spartirsi le zone d’influenza in Europa e nel mondo e la richiesta di Stalin di partecipare alla spartizione del Giappone deluse il presidente americano Truman, da poco succeduto a Roosvelt. Il problema di Truman non era affatto mettere fine alla guerra il più presto possibile, ma evitare che intervenisse per prima l’URSS e avanzasse rivendicazioni in Medio Oriente. In ogni caso lo scopo del Progetto Manhattan era stato infatti fin dal suo inizio quello di “sottomettere i russi”. Non fu il desiderio di risparmiare le vite di tanti soldati americani a muoverlo, ma solo la bramosia di dominio e potere. Per questo motivo la tragedia di Hiroshima  non fu sufficiente: due giorni dopo la bomba su Hiroshima, Stalin dichiarò guerra al Giappone. Truman rincarò la dose ordinando, nel giro di ventiquattro ore, di sganciare un’altra bomba su Nagasaki. 

Ma ci fu anche un’altra ragione dell’impiego della bomba atomica. Uno dei primi a rivelarla fu l’ammiraglio Leahy, capo di stato maggiore sotto il presidente Roosvelt: «Gli scienziati ed altri volevano sperimentarla, date le enormi somme di denaro che erano state investite nel progetto: due miliardi di dollari». Uno dei più alti ufficiali del Progetto Manhattan è stato ancora più esplicito: «Era importante che la bomba atomica fosse un successo. Si era speso tanto per costruirla… Tutte le persone interessate provarono un sollievo enorme quando la bomba fu finita e sganciata».

(da B. Liddel Hart, La seconda guerra mondiale in Storia del mondo moderno, XII, Garzanti, Milano 1971).