Dalla paura all’azione: Senzatomica al webinar di ICAN con le comunità di fede

03/11/2026

Giovedì 29 ottobre 2026 – Senzatomica è intervenuta al webinar “From Fear to Action: Faith Leaders on Building a World Without Nuclear Weapons”, promosso da ICAN, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari. È il secondo di un ciclo di tre incontri dedicati alle confessioni religiose che fanno parte della rete di ICAN. Il primo, a settembre, aveva approfondito gli aspetti teorici. Questo secondo appuntamento si è invece concentrato sulle azioni concrete per il disarmo nucleare.

L’incontro è stato moderato da Hayley Ramsay-Jones, dell’Ufficio della SGI presso le Nazioni Unite a Ginevra, e sono intervenuti Rivera Sun, scrittrice e coordinatrice dei programmi di Pace e Bene/Campaign Nonviolence, Saffet Catovic, da anni attivo nelle comunità musulmane di New York e del New Jersey e impegnato nella giustizia ambientale interreligiosa, Allen Hester, responsabile dei temi del disarmo nucleare e della spesa militare per il Friends Committee on National Legislation (FCNL) e Andrea Yuji Balestra, coordinatore del dipartimento educazione di Senzatomica.

Saffet Catovic ha invitato a costruire un movimento guidato dalle comunità colpite, ricordando che i danni delle armi nucleari sono sempre ricaduti sugli hibakusha, sulle popolazioni indigene e sulle comunità esposte alla ricaduta radioattiva dei test. Ai leader religiosi ha chiesto di ascoltare e di amplificare queste voci, ma anche di sapersi fare da parte, perché siano le comunità colpite a parlare per sé stesse. Ha proposto inoltre di affrontare le armi nucleari come una questione di diritti umani e di legare l’impegno per il disarmo all’opposizione alla guerra convenzionale e al complesso militare-industriale.

Rivera Sun ha insistito sulla strategia. Nel suo intervento ha rimarcato come il cambiamento nasca dall’individuare i punti di pressione del sistema, suggerendo campagne con una durata definita, dai sei ai nove mesi, invece di mobilitazioni senza scadenza. Ha consigliato di sfruttare i periodi più tranquilli per costruire reti pronte a reagire rapidamente e, per non perdere slancio ha raccomandato di vivere l’impegno come «una maratona, non uno scatto», trovando nella fede e nella spiritualità una fonte profonda di sostegno. Ha anche messo in guardia dal rischio di allarmare le persone senza offrire loro azioni concrete da intraprendere.

Allen Hester ha descritto il dibattito politico a Washington, dove dominano il linguaggio della deterrenza e della competizione, e nel Congresso degli Stati Uniti c’è poca competenza sul nucleare. Hester vede comunque degli spiragli, come la preoccupazione condivisa da entrambi gli schieramenti per l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando nucleare. Le comunità di fede, ha spiegato, portano una prospettiva morale e di diritti umani che spinge i legislatori a ripensare ciò che stanno finanziando.

Nel suo intervento Balestra ha presentato la visione da cui nasce la campagna: le armi nucleari sono il vertice di una piramide della violenza, alla cui vi sono relazioni umane distorte, cioè indifferenza, paura, disprezzo e l’idea che alcune vite valgano meno di altre, o che l’altro può essere annientato quando si frappone tra noi e i nostri obiettivi. Per smantellarne il vertice bisogna quindi lavorare anche sulle fondamenta, e questo è il senso del motto “Trasformare lo spirito umano per un mondo libero dalle armi nucleari” di Senzatomica.

Balestra ha poi raccontato gli strumenti educativi della campagna. Il primo è la mostra itinerante, che ha raggiunto quasi mezzo milione di visitatori in oltre 100 città e si chiude con il Tunnel dell’Intenzione: lì ogni visitatore lascia un messaggio di speranza che accoglierà chi arriverà dopo. Poi ci sono le attività laboratoriali, tra cui i Parlamenti per la Pace, in cui studentesse e studenti discutono, votano e trasformano le proprie proposte in azioni concrete nella scuola e sul territorio. Le valutazioni d’impatto commissionate da Senzatomica nel corso degli anini tra gli studenti che hanno visitato la mostra e le attività educative conferma questo approccio: imparare di più sul tema si accompagna a una maggiore consapevolezza e a un più forte senso di responsabilità condivisa, molto meno all’ansia.

Un passaggio centrale ha riguardato poi il rapporto tra speranza e azione. Spesso si aspetta di sentirsi ispirati prima di agire, ma la ricerca educativa mostra invece che è proprio un piccolo passo, compiuto insieme ad altri, a generare speranza. Per questo l’invito è a partire da ciò che si ama: l’arte, il dialogo, la musica, la propria comunità… tutto ciò che anima la vita degli individui.

Alle comunità di fede Balestra ha rivolto una proposta concreta per i prossimi mesi. Si tratta di creare uno spazio in cui i giovani possano parlare di armi nucleari e di pace con le proprie parole, ascoltare davvero le loro idee e aiutarli a realizzarne almeno una. Ha ricordato anche il viaggio di Senzatomica in Giappone nel 2025, per l’80° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. In quell’occasione furono gli stessi hibakusha a chiedere di affidare tutto ai giovani. Quando questo avviene, infatti, i giovani danno libero sfogo alla loro creatività e fanno sì che le testimonianze degli hibakusha possano continuare a camminare, dando ulteriore vigore e speranza agli hibakusha stessi.

Dal confronto sono emerse alcune proposte concrete:

  • far aderire la propria comunità religiosa al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e rendere pubblica l’adesione; collaborare con i consigli interreligiosi locali per far approvare risoluzioni da comuni e città; creare spazi in cui i giovani possano parlare di armi nucleari e di pace con le proprie parole, e aiutarli a trasformare le loro idee in azioni; portare il messaggio del disarmo anche negli altri movimenti, con un approccio intersezionale e non di semplice scambio; rendere le azioni impossibili da ignorare e rivolgere ai decisori richieste precise.

L’incontro si è chiuso con un breve racconto immaginato da Rivera Sun, ambientato il 6 agosto 2126, il giorno in cui viene smantellata l’ultima arma nucleare. A brandire i martelli sono i discendenti degli hibakusha, delle comunità esposte alla ricaduta radioattiva e degli abitanti delle Isole Marshall.

Il ciclo si concluderà con un terzo incontro in presenza a New York, a novembre, in occasione della Conferenza di revisione (ReCo) del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), dove sarà presente anche Senzatomica. La registrazione del webinar è disponibile sul sito di ICAN. Il messaggio che rimane dell’incontro resta è di speranza concreta: se lo spirito umano può cambiare, un mondo libero dalle armi nucleari è davvero realizzabile.