PER UN MONDO LIBERO DALLE ARMI NUCLEARI: FERMARE L’ESCALATION
Dichiarazione della Fondazione Be the Hope, promotrice della campagna Senzatomica
Il mondo attraversa uno dei momenti più pericolosi dalla fine della Guerra Fredda. Siamo di fronte a una pericolosa intensificazione: operazioni militari contro infrastrutture nucleari in Medio Oriente, un conflitto che rischia di allargarsi con conseguenze imprevedibili, il perdurare della guerra in Ucraina sotto l’ombra di ripetute minacce nucleari, la corsa al riarmo in Europa e nel mondo. In questo contesto, la Francia ha annunciato una nuova postura nucleare che prevede l’aumento del proprio arsenale, per la prima volta da decenni, e la decisione di non comunicare più il numero delle testate, segnali che alimentano la corsa agli armamenti e riducono trasparenza e misure di fiducia.
La retorica della minaccia sta sostituendo il linguaggio del dialogo e quando cresce la minaccia, a pagare sono sempre le persone, la loro vita, la loro salute, il loro futuro. Per questo riteniamo urgente un cambio di paradigma. La Fondazione Be the Hope, attraverso il progetto Senzatomica, ribadisce che la sicurezza si costruisce con diplomazia, diritto internazionale, disarmo e prevenzione dei conflitti, non con nuove soglie di rischio nucleare.
La deterrenza nucleare non è sicurezza. La dottrina della deterrenza, fondata sull’equilibrio del terrore e sulla minaccia reciproca di distruzione, non ha mai garantito una pace autentica.
Il No First Use è un passo urgente e concreto. Ribadiamo con forza la necessità che tutti gli Stati dotati di armi nucleari adottino il principio del No First Use (il principio secondo il quale una potenza nucleare si impegna a non utilizzare armi nucleari come mezzo di guerra a meno che non venga prima attaccata da un paese nemico con armi nucleari) come primo passo per ridurre concretamente il rischio e avviare la transizione verso un nuovo paradigma di sicurezza.
Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari deve essere sostenuto e ratificato. Chiediamo con determinazione che l’Italia ratifichi il TPNW, unico strumento giuridico internazionale che vieta in modo completo lo sviluppo, il possesso, l’uso e la minaccia d’uso delle armi nucleari. L’Italia, che ospita sul proprio territorio testate nucleari nell’ambito della condivisione NATO, ha una responsabilità particolare e un’opportunità storica di porsi come protagonista di un percorso di pace.
La sicurezza umana deve sostituire la sicurezza basata sulle armi. Sollecitiamo un cambio di paradigma: dalle dottrine fondate sulla minaccia e sulla distruzione reciproca, a un modello di sicurezza umana che ponga al centro la dignità della vita e la protezione delle persone dalle minacce reali – povertà, crisi climatica, pandemie. Le risorse destinate agli arsenali nucleari – che nel 2024 hanno superato i 100 miliardi di dollari a livello globale – devono essere riorientate verso il benessere dell’umanità. Ci rivolgiamo alle cittadine, ai cittadini, alle istituzioni, ai decisori politici, alle organizzazioni della società civile: il disarmo nucleare non è un tema del passato, ma la questione più urgente del nostro presente.